SULLE TALPE FINALMENTE UNA RISPOSTA ALLE TANTE DOMANDE

Introduzione

Sono Sergio Zeni, il primo in Italia ad intraprendere la singolare attività di cacciatore di talpe a livello professionale.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, una premessa è d’obbligo.
Il mio lavoro ha avuto iniziò nel lontano 1989 e prosegue tuttora anche in qualità di relatore per inerenti corsi di formazione. Sulle talpe non si sa molto, le conoscenze sono frammentarie e legate ad una serie di luoghi comuni spesso lontani dalla realtà. Per cercare di colmare, almeno in parte, questo vuoto, ho raccolto una lunga serie di domande ricorrenti alle quali proverò a dare una risposta in virtù dell’enorme esperienza maturata sul campo.

Facciamo un balzo indietro nel tempo, verso la fine degli anni 80. Avevo un problema di talpe nel parco del Centro Nuoto in cui lavoravo e, come tanti avevo provato di tutto inutilmente, finché una persona molto anziana è venuta, e, con alcune rudimentali trappole ha risolto il problema catturando un paio di sgradite ospiti. Fin da subito ho realizzato quanto l’accaduto fosse importante. Quel signore anziano, in tempi lontanissimi, come tanti altri in passato, aveva praticato la caccia alle talpe. Lo scopo era catturarle, scuoiarle e vendere le pellicce ai commercianti per ricavarne qualche lira. Quando quel “mestiere”, intorno agli anni 50 non fu più remunerativo, venne gradualmente abbandonato. Con le poche trappole che mi aveva lasciato quel signore, che non finirò mai di ringraziare, ho iniziato a sperimentare da amici e parenti. Dopo vari tentativi e non poche difficoltà, finalmente mi sono sentito pronto, mi sono licenziato, ho aperto una partita iva ed ho iniziato la mia avventura. Non esisteva internet, per farmi conoscere ho fatto pubblicità su alcuni mensili di giardinaggio e contattato diversi vivaisti. Il vuoto di mercato in cui mi sono trovato fin da subito era pazzesco, sembrava che in Italia tutti quelli afflitti dal problema talpe avessero bisogno di me.

La talpa non è un roditore, appartiene alla famiglia degli insettivori e l’accostamento che si fa con i topi è del tutto fuori luogo. È un animale completamente asociale, si incontra solo nel periodo dell’accoppiamento e lo svezzamento dei piccoli. Le talpe adulte sono lunghe circa 12cm, mentre il loro peso varia dagli 80gr ai 120gr. Si parla di dimensioni diverse tra sud e nord d’Italia, tuttavia avendo catturato talpe in tutta la Penisola, isole comprese, posso dire in tutta onestà di non aver riscontrato differenze apprezzabili. Ovviamente le talpe giovani appena svezzate hanno dimensioni ridotte rispetto ad un soggetto adulto. Il colore della loro pelliccia va dal grigio scuro al nero, in qualche rarissimo caso è possibile vedere talpe albine bianche come il latte. Il muso della talpa è stretto allungato e assomiglia ad una proboscide. Gli occhi sono quasi invisibili e coperti da una membrana che, tuttavia lascia passare un po’ di luce. Il padiglione auricolare manca totalmente, i denti incisivi superiori formano una U e sono molto più grandi degli altri. È interessante osservare quanto la popolazione delle talpe aumenterebbe se la maggior parte di esse potesse raggiungere l’età adulta. Con 1 o 2 accoppiamenti l’anno, 4 o 5 piccoli ogni volta, aumenterebbero a dismisura seguendo una progressione geometrica. Il numero di questi animali presenti in natura e nei giardini è invece sempre molto basso, molto più di quanto possiamo ipotizzare rispetto ai danni riscontrati. L’utilizzo indiscriminato di diserbanti e antiparassitari contribuisce ad abbassare il numero di talpe presenti in natura, anche se, a mio parere, la ragione principale di questo ridimensionamento, è legata alla notevole vulnerabilità delle talpe giovani. Dopo cinque settimane dalla nascita, le talpine lasciano la tana e trascorrono fatalmente la maggior parte del tempo in superficie. Molti miei clienti raccontano che persino cani e gatti catturano facilmente questi piccoli. Gli esemplari di talpa che sopravvivono, da adulte invece saranno smaliziate al punto da diventare pressoché imprendibili sia per gli animali che per le persone.

In Italia, le talpe non godono della protezione, anche se molti affermano erroneamente il contrario. L’art.2 comma 2 della L N 157/92 e successive modifiche dice chiaramente che: “topi, ratti, arvicole e talpe non sono oggetto di tutela”.

A dimostrazione di quanto poco si sappia di questo animale, molti sono convinti che le talpe, vadano in letargo. In realtà non possono permetterselo. In pochi giorni morirebbero di fame visto che, d’abitudine, quotidianamente mangiano enormi quantità di cibo. Fateci caso, anche in pieno inverno sono facilmente visibili, persino in campagna, enormi mucchi di terra che si formano proprio con l’incessante lavoro delle talpe, chiaramente operative anche nei periodi più freddi.

Sembra che le talpe siano in grado di percepire la luce pur essendo quasi totalmente cieche. Come succede anche agli esseri umani non vedenti, hanno di conseguenza udito e olfatto molto sviluppati, oltre ad un ottimo senso dell’orientamento. In passato si credeva che la talpa fosse completamente cieca, sorda, e tonta. Ancora una volta i pregiudizi nei confronti di questi animali sono del tutto infondati, si può essere d’accordo solo sulla loro vista, decisamente scarsa.

Le talpe scavano per trovare facilmente il loro cibo principale, i lombrichi, non disdegnando larve o insetti che incontrano, ripercorrendo più volte le loro gallerie. Con questi scavi creano al tempo stesso il loro habitat naturale.

La quantità di cibo ingerita giornalmente dalle talpe è enorme, da metà all’equivalente del loro peso corporeo. Per mangiare quanto loro, il sottoscritto, che pesa circa 80kg, dovrebbe mangiare tutti i giorni dai 40 agli 80 kg di cibo. Da questa fame insaziabile si evince facilmente la ragione per cui le talpe siano costrette a lavorare pressoché incessantemente.

Le talpe fanno parte della famiglia degli insettivori, anche se, mangiando soprattutto lombrichi, sono di fatto carnivore. Alla domanda, mangiano radici rispondo quindi sicuramente no. Tuttavia, le talpe con i loro scavi, pur non cibandosi di radici, tolgono terriccio creando spazi vuoti sotto il verde, ma anche sotto piante fiori e verdure che inevitabilmente vanno in sofferenza. Da notare poi che il colpo di grazia, viene inferto dalle arvicole, le quali, trovando la strada spianata vanno a rosicchiare tutto quello che trovano, radici comprese. Le arvicole utilizzano abitualmente i tunnel scavati dalle talpe e successivamente abbandonati. Si evidenzia chiaramente la presenza di questi topolini quando, nel terreno, sono visibili piccoli fori senza alcun movimento di terra. Di rilevante, e in base a numerose esperienze ormai consolidate, sappiate che, tenendo libero il giardino dalle talpe, con il tempo le gallerie si chiuderanno e le arvicole non trovando più spazi liberi dove insediarsi, se ne andranno di conseguenza.

Le talpe trascorrono gran parte del tempo all’interno delle loro gallerie. Tuttavia, durante i momenti di tranquillità, e quindi soprattutto di notte, a volte escono per trasferirsi da una zona all’altra. Spesso, infatti, in un giardino troviamo due aree di scavo distinte e non collegate tra loro, opera di una sola talpa. Alla ricerca di un buon posto dove vivere possono percorrere esternamente diversi km. Hanno piccoli organi sensitivi posizionati sul muso in grado di rilevare terreni umidi distanti centinaia di metri. Per quanto possibile cercano di evitare percorsi su asfalto o cemento, preferiscono muoversi sul terreno dove, in caso di pericolo, possono creare una via di fuga semplicemente scavando.

Non credo che il termine “aggressiva” sia appropriato nei confronti delle talpe, di certe esse hanno paura sia dell’uomo che degli animali domestici e fuggono, seguendo le loro gallerie, quando sentono qualcuno avvicinarsi. Tuttavia, occorre precisare che, se ne prendete una viva e la tenete tra le mani, questa, impaurita, cercherà di mordervi. Quando è alle strette senza via di fuga, la talpa si comporta allo stesso modo con cani e gatti; cerca solamente di difendersi. La vera aggressività delle talpe, si manifesta soprattutto nei confronti dei propri simili, Infatti, il possesso e l’esclusiva di una galleria, a volte sfocia in lotte cruente, appunto tra di loro.

Quando in giardino abbiamo movimenti di terra fresca, mucchietti o gallerie più o meno superficiali, tanto che istintivamente viene da mettersi le mani nei capelli, è allora che certamente siamo in presenza di una o più talpe. I fori, spesso poco più grandi di una moneta invece sono sicuramente opera dei topi di campagna, le cosiddette arvicole come già evidenziato. Se vediamo movimenti di terra estesi ed irregolari, dobbiamo pensare invece ad animali di grossa taglia come ad esempio tassi o cinghiali. Anche i corvi, anch’essi alla ricerca di lombrichi, arrivano numerosi, razzolano il terreno in superficie, e provocano al verde danni ingentissimi. Potremmo dire che, circa il suo comportamento, la talpa sia davvero dispettosa. Rimuovere il terreno, asportarlo o stenderlo è quanto scoraggiati fanno un po’ tutti, ma aimè inutilmente. Il giorno dopo la talpa inesorabilmente ripropone nuovi mucchietti, altri, poi altri ancora. Ad onor del vero, la talpa nell’immaginario collettivo gode di una certa simpatia; la vediamo spesso disegnata mentre indossa un paio di occhiali scuri, o impegnata a scavare con un badile in mano. Non è sicuramente vista alla stregua di un topo, tuttavia questa simpatia svanisce del tutto quando qualcuno se le ritrova a scavare in giardino.

Per le talpe, come sappiamo, dove stare e dove lavorare è una questione legata strettamente all’alimentazione. Un giardino regolarmente irrigato e concimato si arricchisce inevitabilmente di lombrichi e diventa una delle zone di caccia preferite. Le talpe tendono tuttavia a spostarsi anche da queste zone generalmente ottimali, in situazione di troppo secco o troppo bagnato. È vero che abitualmente distruggono giardini e orti, ma, come tanti animali in natura, sembra che anch’esse abbiano un ruolo addirittura positivo. In determinate situazioni, il loro ‘’arieggiare’’ il terreno sembra essere utile. Trovare tuttavia qualcuno felice della loro presenza e del loro lavoro, appare a dir poco complicato. Il problema talpe nelle aree verdi curate, è in realtà molto sentito, sia che si tratti di un giardino, di un orto, di un parco, di un golf club o di un campo da calcio. I danni provocati da questi animali, a volte sono ingenti tanto che, rifare il tappeto rappresenta l’unica soluzione. Questo purtroppo non è tutto, una volta ripristinato il verde, molti non sanno che il peggio deve ancora venire. Nella maggior parte dei casi, il terreno preparato, zappato, concimato, riseminato e abbondantemente irrigato, sarà inevitabilmente morbido e ancora più ricco di lombrichi rispetto prima. Tutto questo alle talpe apparirà come una tavola apparecchiata. Le nostre amiche rimaste in attesa nelle zone circostanti, si ripresenteranno inesorabilmente sicché, ritrovarsi di nuovo nei guai dopo aver rifatto il giardino, sarà una questione di poco tempo.

Le talpe sono animali instancabili, del resto la quantità di cibo costrette a reperire ogni giorno per sfamarsi, impone turni di lavoro durissimi. Quanto lavorino esattamente non è ben chiaro, esistono più versioni. I contadini affermano che i movimenti principali avvengano prevalentemente all’alba e nelle prime ore del pomeriggio. Da fonti più autorevoli si evince che la talpa lavori per 8 ore, si conceda un’ora di riposo poi ancora 8 ore di lavoro e così via per tutta la giornata. Altri affermano che l’attività delle talpe duri ininterrottamente qualche ora e che poi ricominci dopo altrettante ore di riposo. Per lavoro non si intende solo l’attività di scavo vero e proprio ma anche il loro ripercorrere più volte le proprie gallerie alla ricerca di cibo. Dalla mia esperienza diretta si evince chiaramente che l’attività delle talpe sia pressocché incessante e del tutto priva di regole. Si evidenziano infatti catture e movimenti di terra a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Gli orti, come del resto i giardini, sono irrigati, e di conseguenza regolarmente presi di mira dalle talpe. I danni arrecati agli orti privati sono spesso notevoli, soprattutto quando al lavoro delle talpe si aggiunge quello delle arvicole. I guai veri però riguardano l’orticoltura intensiva, dove, intervenire in presenza di talpe, diventa pressoché indispensabile. Immaginate ad esempio una coltivazione di rucola, giunta a maturazione, una apposita macchina la taglia e contemporaneamente la raccoglie. In presenza dei famigerati mucchi provocati dalle talpe, tanta terra viene raccolta complicando non poco il successivo lavaggio della verdura stessa. C’è chi toglie i cumuli di terra prima del raccolto ma anche questa soluzione comporta inevitabilmente uno spreco di tempo e denaro. Altri grossi guai li rileviamo quando vengono messe a dimora, in fila, le piantine giovani, e al di sopra, inserito un gocciolatoio. Se arriva una talpa, scaverà esattamente sotto di esse, proprio perché irrigate. Il giorno dopo, per lunghi tratti la situazione sarà devastante, troveremo le piantine sollevate e fuori dal terreno. La cosa più angosciante è che riposizionarle serve a poco, a breve, il problema si ripresenterà. In questi casi se non si catturano le talpe, il raccolto sarà in gran parte compromesso. Conviene senz’altro attivarsi, d’altra parte, la soluzione negli orti è spesso più semplice di quanto si possa immaginare. Tra una serra e l’altra, infatti, abbiamo sempre gallerie di collegamento, poche evidenti e ben costruite. Inserire trappole in questi corridoi, vere e proprie autostrade, porta inevitabilmente ad una disinfestazione rapida e sicura. Ancora più semplice da individuare e da sfruttare per la cattura è quell’unica galleria scavata sotto piantine e gocciolatoio.

È una situazione più frequente di quanto si possa immaginare, entrambe le parti hanno un po’ di ragione; Il giardiniere perché pensa che le talpe non siano un suo problema, il cliente perché in fondo non vede certo realizzato il giardino che desiderava. Fermo restando, l’utilizzo delle trappole, dalle quali non si può prescindere, vediamo come risolvere questo imbarazzante contenzioso. In aree particolarmente estese è sicuramente preferibile richiedere l’intervento di un tecnico specializzato, un cacciatore di talpe professionista tanto per essere chiari. In queste situazioni gravi, infatti, per risolvere il problema per intero e velocemente, servono molte trappole e molta esperienza. Per piccoli appezzamenti di terreno, soprattutto a grandi distanze, consigliamo il “fai da te”, sicuramente possibile grazie alla imprescindibile visione di un video manuale che io stesso ho realizzato. Se poi, come giardiniere, vi siete imbattuti più volte in questo problema, potete specializzarvi una volta per tutte frequentando uno dei corsi organizzati dalla SE.AL ogni anno. Potrete autonomamente e in sicurezza, scongiurare eventuali gravi contenziosi con i vostri clienti.

Rispondo a questa domanda mettendo in rilievo due aspetti fondamentali; Il primo riguarda il particolare habitat, fatto di innumerevoli gallerie sottoterra, dove le talpe trascorrono gran parte del loro tempo. Di conseguenza, nonostante la loro presenza in un giardino sia più che evidente, la maggior parte delle persone non ne ha mai vista una. L’altro aspetto caratteristico, che distingue nettamente le talpe dalla quasi totalità del mondo animale, è l’assoluta indifferenza che esse hanno nei confronti delle esche avvelenate, vero e proprio tallone d’Achille per molte altre speci.

Come già accennato in precedenza, le scelte territoriali delle talpe sono strettamente legate all’alimentazione, di conseguenza è normale che si concentrino tutte in giardini particolarmente ricchi di lombrichi, ed escludano quelli secchi e aridi. Tuttavia, da un giorno all’altro, per vari motivi, possono sempre decidere di spostarsi. C’è gente che avendo superato il limite di sopportazione, magari, dopo aver rifatto più volte il giardino, decide di sospendere l’irrigazione. Quasi certamente le talpe se ne andranno, ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Il verde, privo di acqua, secco, soffrirà terribilmente e non sarà più lo stesso di prima. Sia pur raramente si registra presenza di talpe anche in giardini mai irrigati, succede quando le nostre amiche non hanno saputo trovare nulla di meglio. In queste situazioni, per la peculiarità di questi terreni asciutti, se le talpe sono costrette a rimanere, dovranno scavare in profondità per trovare cibo. Si evidenzieranno di conseguenza, cumuli di terra in giardino, anche nelle stagioni calde.

Siamo in presenza delle cosiddette gallerie superficiali in tutte le stagioni esclusi i periodi più rigidi. Le talpe scavano, alzano di qualche cm l’erba e le zolle creando gallerie sottostanti pulite e percorribili. In pieno inverno e in periodi molto freddi, con i loro scavi creano invece cumuli di terra più o meno grandi e vicini tra loro. Con il gelo le talpe tendono a scavare a profondità maggiori del solito per raggiungere i lombrichi, anch’essi spostati più in basso dove il terreno oltretutto è più tenero e soprattutto non ghiacciato. Ovviamente le nostre amiche non possono sollevare la terra come fanno nelle gallerie superficiali, di conseguenza, per tenere puliti i corridoi sottostanti estraggono terreno in vari punti creando e utilizzando tunnel verticali. Il risultato di queste estrazioni sono appunto quei mucchi di terra che a volte raggiungono dimensioni imbarazzanti. Al di sotto, non visibili abbiamo inevitabilmente una fitta rete di cunicoli orizzontali perfettamente sgombri di terra e collegati tra loro.

Iniziare presto la disinfestazione permette un agevole successo anche con poche trappole a disposizione. Viceversa, se voi lasciate lavorare le talpe per settimane o per mesi, queste metteranno a soqquadro il giardino, creando una fitta rete di tunnel. Sarà difficile raccapezzarsi e, dove istallare le trappole diventerà un’impresa. Per risolvere il problema a quel punto, soprattutto in aree estese, sarà necessario l’intervento di un professionista con tanta esperienza e tante trappole a disposizione.

Sicuramente il riutilizzo delle trappole, dopo aver visto come e dove posizionarle, rappresenta per i clienti una buona soluzione, anche se, un efficace sistema di prevenzione che ho messo a punto negli ultimi anni, diventa fondamentale. Nei giardini quasi sempre esistono percorsi perimetrali vicino ai muretti di cinta, sono vere e proprie autostrade. Lasciare alcune trappole, in quei percorsi, anche dopo mesi dal loro posizionamento, consente di catturare facilmente eventuali nuovi arrivi. Questa difesa andrebbe sempre impostata, se poi non porta a nulla, tanto meglio, significa che forse non avrete più problemi anche in futuro. Se invece ogni tanto dovesse verificarsi qualche cattura, non dovrete fare altro che togliere la talpa e, ricollocare la trappola nella stessa posizione.

Alcuni clienti raccontano di aver avuto un cane o un gatto che ogni tanto catturava talpe, anche adulte, di conseguenza il giardino rimaneva sempre in perfette condizioni. Morto il loro prezioso aiutante sono iniziati i problemi. Gli animali domestici potenzialmente sono in grado di catturare le talpe però, avendo la cosiddetta “pappa cotta” sempre pronta, nella stragrande maggioranza dei casi perdono il loro istinto naturale, e scelgono di oziare tutto il giorno. A volte i cani di grossa taglia non conoscendo la tecnica di cattura che prevede lunghe attese, si accaniscono tutto il giorno inutilmente alla ricerca dell’intruso talpa. Scavano enormi buche, arrecando al giardino danni ingentissimi. Il lavoro dei cani, e non quello delle talpe in questi casi, rappresenta la motivazione principale che porta alla richiesta di un nostro intervento. Risolto il problema delle talpe anche i cani interrompono le ostilità, si tranquillizzano e smettono di scavare.

Ho conosciuto una infinità di clienti con giardini completamenti cintati da muretti e con fondamenta particolarmente profonde, letteralmente invasi dalle talpe. Lo stesso discorso vale per quanti hanno cercato di proteggersi creando barriere di plastica, rete o quant’altro. In realtà le talpe possono entrare in giardino passando dai posti più impensati. Possono entrare semplicemente camminando sotto il cancello, dai fori di scolo che spesso troviamo nei muretti di cinta, da spazi o crepe che si formano nel tempo con il dissesto del terreno. Possono entrare persino scavando e passando sotto i muretti di cinta o sotto barriere artificiali. In qualche caso abbiamo registrato la presenza di talpe persino in centro città, dove il loro accesso era veramente precluso. Le talpe sono state portate assieme alla terra utilizzata per la creazione del giardino. In questi casi la disinfestazione se non altro è sicuramente definitiva.

Perché hanno ritirato le esche avvelenate antitalpa dal commercio? In merito a questo ritiro credo ci possano essere più motivi, sicuramente in materia di posizionamento dei veleni di vario genere, le leggi negli ultimi anni sono diventate molto restrittive. Nella fattispecie accadeva spesso che il veleno inserito nelle gallerie, creasse disturbo al passaggio delle talpe, le quali, non lo mangiavano, ma invece lo rispedivano al mittente fuori terra, in bella vista e facilmente accessibile. La grande pericolosità di queste esche si manifestava infatti nei confronti degli animali domestici e selvatici, uccelli compresi, tutti quanti fruitori abituali di questi veleni, letali nella maggior parte dei casi.

Il mondo è piccolo, gli stessi prodotti e attrezzi antitalpa commercializzati in Italia sono reperibili ovunque. Semmai il problema è quanto servano. Le talpe sono presenti in gran parte del globo ma occorre precisare che il loro lavoro viene vissuto come un problema solamente dove c’è il culto del verde. In Italia ho iniziato io l’attività di disinfestazione talpe, appunto perché il problema era, ed è molto sentito. La mia azienda, in particolare, ha avuto richieste di interventi poi portati a termine brillantemente, in Svizzera, a Nova Gorica in Croazia e persino nella lontanissima Riga in Lettonia, nei rispettivi campi da golf. È quindi evidente che, negli stati dove nessuno ha avuto l’idea di portare avanti questo lavoro con le trappole, il problema talpe è rimasto irrisolto. Fanno eccezione parziali risultati del tutto insufficienti, ottenuti con sistemi tradizionali e prodotti in commercio.

I nostri tecnici non utilizzano veleni o repellenti chimici, ma semplici trappole meccaniche assolutamente non pericolose per animali o persone. Con qualche piccola precauzione in più, interveniamo persino dove bambini e animali domestici potranno continuare a frequentare il giardino in tutta tranquillità.

La domanda è particolarmente interessante poiché ovunque sentirete o, troverete scritto che occorre tassativamente utilizzare i guanti sia durante l’utilizzo delle trappole che di qualsiasi altro prodotto antitalpa. Ancora una volta si fa confusione tra talpe e topi, quasi come se avessero in comune questo tipo di diffidenza. In realtà le talpe anche in passato venivano catturate con delle trappole, in tempi talmente lontani che i guanti nemmeno esistevano. Io e i miei tecnici catturiamo regolarmente e, vi garantisco che i guanti non li usiamo mai. Questo non significa che le talpe non abbiano un olfatto assai sviluppato ma, solamente che non è utilizzato in tal senso. A mio avviso questa mancata “attenzione” è dovuta al fatto che molti altri animali usano le gallerie delle talpe, le quali non danno peso a queste continue frequentazioni né tantomeno ai molteplici odori che ne conseguono.

Sappiamo che le talpe sono animali del tutto asociali e che lavorano instancabilmente, di conseguenza anche in giardini di 300 – 400m2 rileviamo spesso la presenza di un solo esemplare. Io stesso dopo anni di lavoro stento a credere che una sola talpa possa fare così tanti danni. I clienti spesso sono convinti di essere in presenza di una vera e propria invasione ma, devono ricredersi vedendo che, anche dopo una sola cattura, il giardino, opportunamente risistemato, rimane stabile. L’assenza, infatti, di nuovi movimenti di terra, anche solo per uno o due giorni indica chiaramente che in quel giardino non ci sono più talpe.

Uccidere una talpa indifesa alla vostra mercè non ha senso, anche se molti vorrebbero farlo per placare la loro ira. Se è stata catturata con una trappola ed è ancora viva, il mio consiglio è di toglierla velocemente prima, che sia troppo tardi. In ogni caso la prima cosa da fare è metterla in un secchio o in un vaso dove potrete averla sotto controllo. Per liberarla, portatela poi a qualche km di distanza in modo da non ritrovarvela nuovamente nel vostro giardino dopo qualche tempo. Purché non siate troppo vicino ad un giardino privato, potete lasciarla ovunque in campagna. Tutta l’operazione è visibile e descritta dettagliatamente nel quinto capitolo del nostro video manuale.

Il problema talpe nei giardini è da sempre apparso fastidioso e complicato da risolvere, si legge che anticamente, persino i nobili, esasperati pagassero profumatamente chi fosse riuscito ad eliminarle. Qualcuno aveva addirittura costruito rudimentali ma efficaci trappole. Ricordo lo stupore provato quando un mio cliente mi ha mostrato un antichissimo documento, originale risalente al 1850. Veniva descritta la quantità di talpe catturate, non si sa come, nel giardino all’interno del castello e l’importo complessivo da riconoscere al “talparo”. Di fronte alle devastazioni provocate dalle talpe nei giardini, da sempre la gente, in preda allo sconforto, improvvisa e mette a punto stratagemmi e marchingegni tra i più curiosi e stravaganti. Su tutti ricordo un signore che, dopo aver fatto defluire gas nelle gallerie, ha appiccato il fuoco. L’esplosione che ne è derivata ha distrutto letteralmente il giardino. Le immagini ormai virali e impressionanti erano visibili su diversi social network.

Le talpe in Europa sono molto diffuse; le troviamo in Gran Bretagna, e dalla Svezia meridionale spingendosi a sud fino alla parte settentrionale della penisola iberica, italiana e balcanica. In Austria e Germania le talpe sono presenti in gran numero, probabilmente perché in questi stati le nostre amiche sono protette. Le troviamo poi anche in Asia, dal Caucaso all’Altay e alla Mongolia. Si ha notizie della loro presenza persino in sud Africa. La talpa è particolarmente attiva anche in Canada e negli Stati Uniti. Nei paesi molto caldi, vicini all’equatore in terreni aridi, la cosiddetta talpa europea avrebbe, poche chance di sopravvivenza e quindi non è presente. Tuttavia, anche nelle zone desertiche esistono animali simili alle nostre talpe. Tra questi il più curioso è l’eterocefalo glabro, la cosiddetta ‘’talpa nuda’’. Vive esclusivamente in alcune zone desertiche dell’africa orientale (Etiopia, Kenya e Somalia). È anch’essa un mammifero ed appartiene alla famiglia dei roditori. È completamente senza pelo e, pur scavando e vivendo sottoterra, ha caratteristiche comportamentali ed alimentari assai diverse dalla talpa europea. Non è infatti un insettivoro e si nutre prevalentemente di radici, bulbi e tuberi. Vive in colonie numerose e, come api e formiche, risponde a gerarchie ben definite. Una regina con pieni poteri è a capo di tutti, poi c’è chi scava nuovi tunnel, chi cerca cibo, chi accudisce i piccoli, c’è persino chi è preposto alla difesa della colonia. L’insieme di tutte queste caratteristiche e comportamenti, rappresenta tra i mammiferi qualcosa di unico. Assai meno suggestivo della talpa nuda, ma degno di nota, è il ratto talpa. È un roditore adattato ad uno stile di vita sotterraneo. Sembra avere un sistema immunitario eccezionale, può stare fino a 18 minuti senza respirare. Ha notevoli capacità di adattamento, e, per questa peculiarità, si registra la sua presenza a diverse latitudini. Si nutre anch’esso di radici, bulbi e tuberi e, come la talpa nuda, vive in colonie con un preciso comportamento sociale. Di rilievo, per quanto mi compete, ricordo una richiesta di intervento proveniente da Israele. Le foto che mi hanno inviato riguardavano chiaramente danni provocati dal ratto talpa, ho pertanto dovuto rinunciare, essendo questo animale fuori dalla mia sfera d’azione.

L’argomento è particolarmente complesso, pertanto, ancora una volta, una premessa è d’obbligo. Vista la gravità è la diffusione del problema talpe in quasi tutto il pianeta, fiutando un enorme business, molte aziende si sono attivate alla ricerca di soluzioni da proporre sul mercato. Andremo ad esaminare solamente i prodotti più venduti, e, visto che spesso è proprio il mio parere che la gente vuole conoscere non mancheranno le mie personali considerazioni. Ogni commento, tuttavia, potrà essere facilmente suffragato dai miei tanti clienti, molti dei quali, prima di richiedere un mio intervento, spesso confessano di aver provato veramente di tutto. a. Trappole per talpe Esistono vari modelli di trappole per talpe, più o meno sofisticate e costose a seconda della loro complessità. L’ostacolo maggiore per utilizzarle al meglio, è sapere tecnicamente come e dove installarle, dopo di che grossomodo funzionano tutte. La mia azienda opera un po’ in tutta Europa con tecnici specializzati appunto nella cattura, utilizzando trappole di nostra produzione. La SE.AL si distingue da qualche anno anche per aver girato un vero e proprio VideoManuale (50 min.) che finalmente rende possibile il fai da te, soprattutto in aree non particolarmente estese. Il video in questione, ormai virale, è visibile gratuitamente sul nostro sito ed è disponibile anche in lingua inglese. Il binomio trappola Bracchetta e VideoManuale rappresenta una esclusiva mondiale di sicuro affidamento per l’uso privato. b. Fumogeni Utilizzare contemporaneamente vari fumogeni in diverse gallerie significa poi vedere fumo che esce da ogni parte del giardino. Di talpe che escano allo scoperto, il vero obbiettivo, in genere però non se ne parla. Gli innumerevoli corridoi e vie di fuga a disposizione, permettono alle talpe di andarsene indisturbate nella stragrande maggioranza dei casi. Tornano appena la situazione si è normalizzata. Tuttavia, sia pur raramente, in certe particolari situazioni anche con dei fumogeni la cattura può avvenire. Occorre ovviamente che la talpa sia presente proprio nella zona e nel momento in cui stiamo operando, che gli scavi siano pochi e recenti, ma soprattutto che l’area interessata sia in assenza di via di fuga. Da notare che in questa particolarissima situazione otterremmo lo stesso identico risultato inondando le poche gallerie presenti con della semplice acqua, la talpa dovrà uscire per non annegare. Certamente farsi troppe illusioni sull’efficacia dei fumogeni, non mi pare il caso. c. Concimi repellenti per l’allontanamento delle talpe Esistono diversi tipi di concimi repellenti a base vegetale creati appositamente per allontanare le talpe dalla zona in cui vengono utilizzati. Sono in genere costosi e contengono veramente sostanze sgradite alle nostre ospiti. Teoricamente dovrebbero funzionare, tuttavia, mio malgrado vedo rimanenze di questi prodotti presso tanti miei clienti che sconsolati, hanno smesso di utilizzarli; Credo che le talpe non avvertano particolari disturbi proprio perché, lavorando in profondità, l’effetto repellente non le coinvolge più di tanto. A conti fatti posso dire di aver riscontrato finora solo dichiarazioni negative, anche se è impossibile escludere totalmente che qualcuno abbia trovato giovamento magari con un utilizzo massiccio di questi prodotti. d. Calciocianamide L’utilizzo della calciocianamide, o di prodotti similari, tende ad azzerare la flora batterica ed eliminare un po’ tutta la fauna nel terreno, compresi i lombrichi. Questi ultimi come sappiamo, sono fondamentali per la sopravvivenza delle talpe, al punto che, effettivamente l’utilizzo di questo prodotto che li elimina o li riduce ,porta all’allontanamento delle nostre talpe. Ma allora perché in molti golf club dopo aver utilizzato per un po’ la calciocianamide hanno poi interrotto il trattamento in tutta fretta? La risposta è semplice, in medicina quanto la cura è troppo forte le controindicazioni portano alla morte del paziente. Il paziente in questo caso è il prato verde che, con l’utilizzo della calciocianamide soffre terribilmente al punto di non essere più lo stesso di prima. Addirittura, in certi casi, ho potuto vedere con i miei occhi, danni a dir poco imbarazzanti, grosse chiazze completamente prive di erba, derivanti probabilmente da un abbondante utilizzo di calciocianamide, forse troppo concentrata. Che questo prodotto sia pericoloso non ci sono dubbi peraltro nessuno, tra i clienti che ho conosciuto, ha mai espresso un parere positivo dopo averla utilizzata. Tuttavia, ancora una volta, non mi sento di escludere totalmente che un utilizzo mirato e attento nei dosaggi, possa in taluni casi, non dico risolvere la situazione, ma in qualche modo migliorarla. e. Esche avvelenate L’argomento esche avvelenate è già stato in parte affrontato. Posso solo ribadire con certezza che queste non hanno mai funzionato tanto da essere state definitivamente ritirate dal commercio. Curioso è constatare come tanti utilizzino veleno per topi con l’intento di risolvere il problema talpe. Topi e talpe hanno ben poco in comune, le loro abitudini alimentari poi sono diversissime al punto che, pensare di utilizzare le stesse esche è pura follia. f. Impianti ad Ultrasuoni Devo premettere che, commentare questi attrezzi è oltremodo imbarazzante, visto che parliamo di un prodotto diffusissimo in tutto il mondo, e, tanto per usare un eufemismo alquanto discutibile. Questi apparecchi, inseriti nel terreno, provocano vibrazioni ad intervalli regolari, allo scopo di creare un disturbo tale da allontanare le talpe dalla zona in cui sono installati. Sulle istruzioni è indicato persino il loro raggio di azione, derivante da chissà quali sperimentazioni. Questi apparecchi funzionano a batteria ma ne esistono modelli più sofisticati che, con un pannello nella parte alta, sfruttano l’energia solare. Volete sapere da me se funzionano? Rispondo a questa domanda con un’altra domanda; secondo voi come mai io sono chiamato ad intervenire in parchi e giardini dove quasi tutti hanno già utilizzato o stanno utilizzando questi impianti? Avrete capito che il mio giudizio non può che essere negativo. Pur avendo incontrato in 30 anni di attività solo gente delusa dall’ utilizzo di questi attrezzi, ancora una volta è impossibile escludere totalmente che altri abbiano avuto qualche beneficio. Per dovere di cronaca diciamo che, dopo aver utilizzato questi impianti, alcuni mi hanno confidato di aver ottenuto l’allontanamento delle talpe per qualche giorno, tanto da ritenere di aver risolto il problema. Raccontano poi, che le talpe sono ritornate, senza più allontanarsi. L’altro rilievo importante riguarda certi rivenditori che, con grande senso di responsabilità hanno smesso di vendere questi impianti, stanchi delle lamentele dei clienti che li avevano acquistati.

Nonostante abbia già risposto in parte alla domanda anche questo è argomento di grande interesse e merita una particolare attenzione. Gli antichi rimedi hanno tutti quanti in comune una ragione di essere, affondano le loro radici nella tradizione contadina e appunto per questo dovrebbero funzionare. In pratica però le cose non vanno esattamente in questa direzione. Vediamo in dettaglio alcuni di questi antichi e spesso originali sistemi di ‘’difesa’’. a. Vetri e oggetti taglienti nelle gallerie. Le talpe sono emofiliache e, se si tagliano inesorabilmente muoiono. Sicuramente questo fatto conosciuto anche in passato, ha sdoganata l’idea di mettere vetri o spine di rose nelle gallerie, con l’evidente scopo di ferire le talpe e quindi eliminarle. Questo “trattamento”, pur avendo una sua logica, non sembra dare risultati almeno stando a quanto affermano numerosi miei clienti che, prima di chiamarmi hanno intrapreso questa strada. Io penso che le talpe, consapevoli in qualche modo del pericolo, siano molto attente a non ferirsi rendendo vana questa strategia per eliminarle. Chiaramente pur non rappresentando una soluzione, è impossibile escludere che qualche talpa sia morta in seguito a questo trattamento. b. Pianta antitalpa Esistono diverse piante che emanano odori forti e fastidiosi e che, per questa loro peculiarità, dovrebbero allontanare le talpe. Tra le più utilizzate per cercare di raggiungere l’obbiettivo, l’euforbia catapuzia, la fritillaria e la pianta di ricino. Riguardo alla loro efficacia , tanto per usare un eufemismo, nutro non poche perplessità. Diversi clienti raccontano di aver utilizzato, prima di chiamarmi, un gran numero di queste piante senza il benché minimo risultato. Ho potuto notare io stesso scavi di talpa a pochi centimetri da queste piantine. Il mio giudizio riguardo l’utilizzo di queste cosiddette piante antitalpa non può che essere del tutto negativo, senza riserve. c. Come catturare la talpa mentre la si vede muovere il terreno Catturare una talpa mentre muove la terra, è una pratica a dir poco antichissima ed è potenzialmente una alternativa vera all’utilizzo delle trappole. Gli antichi cacciatori di talpe per la pelliccia, utilizzavano per lo più le trappole, ma non disdegnavano certo un colpo di vanga ben assestato. In mancanza di trappole si mettevano in prossimità di un mucchio di terra ritenuto fresco e recente, restavano poi zitti ed immobili finché la talpa non avesse palesato la sua presenza. A quel punto un abile colpo di vanga sotto la terra che si muoveva e la talpa, scalzata fuori, diventava una facile preda. Erano bravissimi! Al giorno d‘oggi chi si cimenta in pratiche del genere, spesso totalmente privo di esperienza, va’ inevitabilmente incontro a delusioni e angoscianti perdite di tempo. Come estremo tentativo e in preda allo sconforto, qualcuno confessa di averci provato, alzandosi più volte, persino di notte. Ammettono di aver vagato in giardino con una pala in mano, pur non conoscendo strategie o avere idee sul da farsi. Sapere che ogni notte le talpe fanno scempio del loro giardino, è la molla che induce i malcapitati ad alzarsi e perdere tante ore di sonno inutilmente. d. Gli animali domestici “cani e gatti” ci possono aiutare? Abbiamo già toccato l’argomento e, vista la sua rilevanza cerchiamo di approfondirlo. Da sempre cani e gatti vivono con l’uomo ma sicuramente in passato questi animali, appunto per nutrirsi, erano più invogliati e capaci di catturare le talpe. È innegabile tuttavia che, ancora oggi, pur senza problemi di cibo, cani e gatti riescano talvolta a catturare le nostre amiche. Si tratta di animali estremamente rari e preziosi. Per essere capaci la razza non importa, bisogna invece che da piccoli abbiano in qualche modo appreso questa particolare tecnica di cattura. Vedo spesso costosi cani da caccia totalmente indifferenti al problema e meticci all’apparenza innocui, che non sbagliano un colpo. Certamente cani e gatti, capaci di risolvere il problema, affrontano ogni volta lunghe attese e restano immobili, pronti a dare tempestivamente la zampata decisiva. In un centro di addestramento cani, credo sia possibile preparare qualche cucciolo e renderlo, da adulto, idoneo alla cattura delle talpe. Quando ho parlato di questo con qualche esperto credo di non essere stato preso sul serio, credo invece che l’ idea sia vincente e abbia risvolti economici molto interessanti. e. Repellenti chimici o naturali inseriti nelle gallerie delle talpe L’argomento è interessante perché coinvolge una grande quantità di prodotti considerati utili all’allontanamento delle talpe dai giardini. Tra i più utilizzati abbiamo la nafta, la naftalina, il carburo, la calciocianamide, stracci imbevuti di benzina, l’olio di ricino, e persino l’aglio. Questi prodotti, ma anche altri, in quantità non ben definite, vengono inseriti direttamente nelle gallerie o superficialmente in prossimità delle stesse. Ognuna di queste sostanze disturba e allontana effettivamente le talpe dalle gallerie in cui sono state utilizzate. Meraviglioso! Senza colpo ferire e con poca spesa abbiamo allontanato le talpe e risolto il problema. Sarebbe bello, ma aimè la realtà è tutt’altra cosa. Le talpe sfrattate infatti, devono costruire nuove gallerie, ma in genere si spostano di pochissimo rimanendo di fatto all’interno dello stesso giardino. Ovviamente questi nuovi danni, anziché migliorare andranno a peggiorare ulteriormente una situazione già critica. Sconsiglio questa pratica nel modo più assoluto.

ANEDDOTI LEGATI ALLE MIE ESPERIENZE DI LAVORO

Dopo tanti anni, dopo aver conosciuto una infinità di persone e vissuto situazioni di ogni genere, alcuni aneddoti non potevano mancare.
Ritengo doveroso raccontarne alcuni tra i più singolari.

UNA PROPOSTA INDECENTE
Tempo fa ho ricevuto una telefonata, fin dall’inizio sconcertante, da parte di un signore di Roma.
Mi chiedeva, a nome suo e di alcuni amici, se fosse stato possibile acquistare talpe vive.
Io stesso avrei dovuto portarle a Roma, i costi dell’operazione a suo dire non erano un problema.
Si intuiva chiaramente quanto il mio interlocutore fosse una persona di un certo livello, traspariva dal suo linguaggio particolarmente distinto.
Tuttavia, prima di dare una risposta, parecchio incuriosito, ho chiesto a cosa sarebbero servite le talpe vive. Dapprima è apparso titubante, sembrava non volesse rispondere alla domanda, poi incalzato nuovamente si è sbottonato. Mi disse che faceva parte di un gruppo di amici affiatati che si incontravano ogni giorno al solito bar. Uno di loro aveva da poco realizzato un giardino che definiva sensazionale. Non perdeva mai l’occasione per decantare la magnificenza del suo verde, degli alberi, delle aiuole, un vero e proprio tormentone. Acquistare alcune talpe vive e inserirle di nascosto nel giardino del loro amico, sembrava a quei bontemponi l’unica soluzione possibile per porre fine a quello strazio.
Aggiunse che si trattava di uno scherzo che volevano veramente realizzare ma al quale avrebbe fatto seguito un mio intervento.
Avrebbero pagato sempre loro, stavolta, per liberare il giardino dalle talpe.
A quella goliardica e intrigante richiesta non ho dato seguito per diversi motivi, non di meno per una questione etica.

QUANDO UN COLPO DI FUCILE NON È RISOLUTIVO
Parecchi anni fa ho fatto un intervento presso Sala Consilina, località a sud di Napoli.
Il padrone di casa, di cui non posso fare il nome, persona squisita e simpaticissima, aveva reso il mio lavoro particolarmente divertente. “il limite di sopportazione nei confronti di queste bestiacce – così diceva lui – è stato ampiamente superato! Concludeva con tono perentorio.
Peraltro, vi assicuro che io stesso, raramente ho riscontrato danni così ingenti in un giardino, il suo sembrava letteralmente bombardato, almeno il 30% del verde non esisteva più.
Possedere un vero giardino per lui era ormai solo una chimera.
Prima di richiedere il mio intervento, ogni mattino appena alzato caricava il fucile a pallettoni e, dalla finestra sparava una serie di colpi a tutti i nuovi mucchi di terra creati durante la notte.
Poteva farlo perché la sua casa era in aperta campagna e isolata. Sconsolato concludeva “ io non so se in questo modo ho mai ucciso una talpa, ma di certo almeno mi sfogo”.
Non potete immaginare la sua gioia nel vedere che le talpe venivano man mano catturate, fino al totale azzeramento di nuovi scavi.

QUANDO UNA TALPA PUÒ FAR PERDERE IL LUME DELLA RAGIONE
La mia attività era già iniziata da una decina di anni, quando ricevetti una sconcertante telefonata da una signora di Bologna.
Testualmente disse che aveva bisogno di me, perché aveva un problema con il marito.
Sorpreso, le chiesi cosa potessi fare, visto che io mi occupavo di talpe. “Appunto!” disse lei, confessò che suo marito sembrava fuori di sé a causa di una talpa che aveva in giardino, e, che era diventata una vera e propria ossessione.
Mi raccontò che spesso di notte il marito si alzava e, con una torcia elettrica in mano trascorreva ore ed ore in giardino nel tentativo di catturarla.
L’impotenza di fronte al problema lo rendeva intrattabile.
La telefonata arrivò in mattinata e, vista l’insistenza della signora, mi liberai dagli impegni e nel pomeriggio andai subito da loro a Bologna. Il giardino, piccolo per la verità, era effettivamente distrutto, installai subito le 4 - 5 trappole necessarie, rassicurai entrambi sull’esito positivo che avrebbe avuto l’intervento, e li salutai.
Pur sapendo che in quelle situazioni il risultato è praticamente certo, ed arriva quasi sempre entro le 24 ore successive, in quel particolare caso, un po’ di ansia da parte mia non mancò.
Fortunatamente andò tutto bene, la signora infatti mi telefonò il mattino dopo e, in lacrime, mi disse che la cattura era avvenuta.
Ora, io convivo nel mio lavoro, con gente spesso molto arrabbiata, ma è evidente che in quel caso il livello di frustrazione aveva superato ogni limite.
Quando la signora mi ha comunicato telefonicamente che il giardino, anche dopo diversi giorni, era ancora in ordine e, che il marito sembrava rinato, ho provato una soddisfazione unica.
I loro auguri di buon Natale arrivano regolarmente ogni anno a testimonianza della grande riconoscenza nei miei confronti.

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